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Anziano in famiglia

Anziano Fragile

Sicurezza stradale

Cosa è cambiato per il cittadino?

Anziano Fragile

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Il progetto, considerate le caratteristiche del nostro territorio e i dati demografici, si indirizza in una prima fase agli anziani soli, ultrasettantenni  residenti nei Comuni Montani e nelle frazioni e case sparse. Con la presa in carico di persone anziane effettivamente svantaggiate da parte della comunità e delle istituzioni  e non solo, con progetti personalizzati e interventi volti anche al  miglioramento della situazione abitativa; diffusione di una cultura,   tra tutti gli attori coinvolti, indirizzata al riconoscimento del valore civile della permanenza dell’anziano al proprio domicilio. 
Dalla valutazione degli esiti del precedente progetto PIS 2006-2008 si sono evidenziate alcune specificità: la conferma che la particolare conformazione geografica della zona presenta situazioni di fragilità in  soggetti maggiori di 75 anni, poiché anche in mancanza di patologie che limitano l’autonomia quotidiana, l’isolamento geografico dai servizi, da luoghi di aggregazione, da poli commerciali crea condizioni di maggiore fragilità che possono più facilmente esitare in condizioni di rischio
Inoltre nei casi seguiti si  riscontra anche nel nostro territorio una fragilità legata alle condizioni economiche degli anziani a causa dell’impoverimento della normalità che anche il nostro territorio sta registrando. A tale casistica vengono rivolti servizi di mensa e contributi economici per le spese invernali di riscaldamento, che non sono però  direttamente indicati dalla regione .
Un ulteriore elemento di attenzione  è quello della formazione dei volontari che realizzano interventi di compagnia, per dotarli di maggiori strumenti per affrontare le problematiche relazioni emerse soprattutto in relazione alla collocazione domiciliare degli interventi
Visto la tenuta del tessuto familiare e sociale della comunità mugellana, ai servizi sociali non si rivolgono le situazioni di vera fragilità con il conseguente sottoutilizzo  delle risorse disponibili, soprattutto quelle a bassa soglia di protezione (compagnia, telefonia).
Si è  manifestata infatti una ancora debole capacità di segnalazione reciproca tra tutti i diversi attori istituzionali e non, coinvolti nella rete (MMG, volontari etc). I casi seguiti  sono quindi in prevalenza le situazioni che  si rivolgono ai servizi sociali, con una conseguente caratterizzazione circa il tipo di bisogni presentati, prevalentemente complessi e con un numero poco significativo di persone fragili seguite
Vi è perciò una scarsa possibilità di incidere sul fenomeno della fragilità in via preventiva,  coinvolgendo anziani che non hanno ancora sviluppato la volontà di una richiesta di aiuto o una condizione di salute più grave ma che si trovano in condizioni di fragilità non riconosciuta con tutti i rischi relativi.
Inoltre  la conseguente  mancanza di dati numerici rilevanti e soprattutto predittivi  ha reso non percorribile l’attivazione delle altre risorse già individuate (es progetto “Botteghe solidali” per la spesa a domicilio.)
Si valuta strategico mantenere l’incardinamento del progetto “Anziano fragile” nelle attività del  Tavolo per il volontariato, che potrebbe ulteriormente coinvolgere associazioni del territorio che non si occupano specificamente di anziani ma sono rivolte al sostegno del disagio con interventi a bassa soglia (es distribuzione viveri etc) e che sempre di più risultano poter contattare soggetti anziani fragili.
Inoltre il Tavolo può svolgere una forte attività di collegamento tra le diverse associazioni che a vario titolo si occupano di fragilità al fine di realizzare azioni sinergiche. Altro importante elemento di forza del Tavolo si riscontra nella possibilità di contare nuovi soggetti comunitari che potrebbero contribuire alle azioni di sostegno alla fragilità.
Attività previste
Si identificano tre ambiti di attività che è necessario percorrere nel triennio e che sono relativi a
1. Confermare e consolidare le attività realizzate fino ad oggi.  Per le risorse già attive (compagnia, telefonia, mensa, trasporto sociale)  è necessario verificare e aggiornare  gli aspetti procedurali, la modulistica, le modalità di rapporto tra i soggetti, l’utilizzo della mailing list per il bollettino meteo,  la filiera dei controlli e della rilevazione dei dati  necessari. In particolare sarà necessario approfondire e aggiornare  le modalità di rapporto con le attività della Protezione Civile.
2. Approfondire la conoscenza del fenomeno fragilità.  Per poter procedere alla verifica rispetto alla congruità delle risorse messe a disposizione è necessario ampliare la conoscenza delle reali dimensioni del bisogno, che ad oggi non è sufficientemente conosciuto.
Si intende verificare la fattibilità di una ipotesi di lavoro che preveda la possibilità di  richiedere alle anagrafi comunali il dato nominativo del target regionale di cui alla delibera GRT n. 444 del 2006 (anziano solo ultra75enne o coppia di anziani soli di cui almeno uno ultra75enne). Da questo elenco sarà  necessario  sottrarre i soggetti già valutati non autosufficienti  e gli invalidi già riconosciuti al 100%.
Su questo universo potenzialmente fragile sarà poi calibrato un successivo piano operativo fortemente collegato alla dimensione numerica emersa e agli ulteriori dati conoscitivi che potranno connotare più esattamente la reale fragilità. Il dato anagrafico infatti non fornisce informazioni sull’esistenza o meno di figli, elemento che incide significativamente sulla effettiva fragilità.
 Per il piano operativo si ipotizzano al momento quattro  ulteriori azioni da modulare nel biennio restante di attività:
a) in collaborazione con il sanitario si dovrà verificare l’esistenza di altre informazioni acquisibili  per circoscrivere un dato di reale fragilità. Inoltre potranno  essere identificate con i Medici di medicina generale opportune forme di collaborazione per le informazione ai cittadini dell’universo selezionato.
b) incrociare il posizionamento geografico del target con quello degli esercizi commerciali di frazione/montagna per definire un successivo piano di fattibilità per il progetto “Botteghe solidali” in collaborazione con la CM Mugello
c) ipotizzare campagne di informazione/pubblicizzazione mirata, con modalità adeguate al target di riferimento. Potrebbe essere ipotizzata la spedizione scaglionata a gruppi (es: per comune, con priorità alle zone montane, etc) di lettere contenenti depliant informativi  chiari e semplici sulle risorse disponibili e  una scheda di ritorno riempita dall’anziano con la richiesta di essere inserito nella Banca dati  anziani fragili, il consenso al trattamento dei dati, l’informazione circa l’esistenza o meno di figli e l’indicazione circa il servizio più gradito. Le lettere dovranno essere consegnate e recuperate attraverso la collaborazione delle associazioni di volontariato o di altri soggetti significativi del territorio per questa funzione (es. sindacati).
 La banca dati così costituita orienterà l’attivazione di ulteriori azioni pertinenti alle richieste, permetterà ulteriori confronti mirati con i sanitari, potrà essere inserita nella georeferenziazione a cura della Protezione Civile e verrà utilizzata per programmare i contatti telefonici del telefono amico in concomitanza con  gli allarmi climatici.